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Perché serve

Un prezzo fisso è un compromesso sbagliato quasi sempre.

Un bar mette il negroni a otto euro. Quel numero è troppo alto alle 19 di martedì e troppo basso alle 21:30 di sabato. È giusto forse due sere su sette, per un'ora.

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Uguale non vuol dire giusto.

Il prezzo fisso è una media, e come tutte le medie fa un trasferimento silenzioso: chi viene nell'ora morta paga un pezzo del conto di chi viene nell'ora piena. Nessuno te l'ha mai chiesto.

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Anche col prezzo fisso qualcuno rinuncia. Solo che sceglie la coda, non tu.

Venti minuti di attesa sono un prezzo: lo paghi in tempo invece che in denaro. E quel tempo non lo incassa nessuno, né tu né il locale.

03

Non compri un negroni, compri la sera in cui te lo bevi.

Martedì alle 19 hai il tavolo che vuoi e un barista che ti sente. Sabato alle 22 è un altro posto. Ti costano uguale.

04

Quando il locale è vuoto, tu vali di più.

Un tavolo libero alle 19 è perso per sempre, nessuno lo recupera. Tu potresti occuparlo, e fino a oggi nessuno ti ha mai riconosciuto niente per farlo.

05

Non è mai successo perché mancava lo schermo.

Aerei, hotel e stadi fanno prezzi dinamici da trent'anni per un motivo banale: il loro prezzo è sempre vissuto su uno schermo. Il bar sotto casa quello schermo non ce l'aveva. Adesso ce l'ha, ed è quello che tieni in mano.

Sì, quando c'è la fila pagherai di più. Lo stai già facendo.

Nelle sere piene quel negroni te lo sei già pagato caro: venti minuti di attesa, il tavolo che non c'era, il barista che non ti vede. È un prezzo che paghi in tempo, e non lo incassa nessuno: né tu né il locale. IMBALANCE non aggiunge un costo, rende visibile quello che pagavi già e ti lascia decidere se ne vale la pena. E non è una questione di calendario: il prezzo segue la domanda, non il giorno. Se sabato sera il locale resta mezzo vuoto, sabato sera costa meno.

Con un prezzo fisso, chi non compra non conta niente. Quel numero sulla lavagnetta è stato deciso mesi fa, per tutti, per sempre. Puoi non entrare: resta lì. In un mercato no: anche chi passa oltre sposta il prezzo, verso il basso. È la prima volta che al bar la tua pazienza vale qualcosa.

Certe sere siete in troppi per i posti che ci sono, altre i tavoli restano vuoti. Il prezzo è identico in tutte e due, come se lo squilibrio non esistesse.
IMBALANCE lo rende visibile: quando il locale è vuoto paghi meno, quando è pieno decidi tu se ne vale la pena.

È giusto?

È la prima domanda che si fa chiunque senta «il prezzo cambia». La risposta sta in una differenza sola: questo non è un prezzo fatto su misura per te, è il prezzo della sala. Quello che trattiamo e per quanto tempo è scritto per intero nella Privacy.

Il prezzo non sa chi sei.
Non hai un account, non ti chiediamo di registrarti. Il prezzo si calcola sugli ordini che arrivano al locale, e nel conto non entra niente che ti riguardi: non chi sei, non che telefono usi, non cosa hai ordinato la settimana scorsa. Non potremmo farti un prezzo su misura nemmeno volendo.
Di te resta solo la mail del pagamento.
Non ti chiediamo il nome, il telefono o la data di nascita: nell'app quei campi non esistono. L'unico dato che conserviamo è l'indirizzo email che lasci quando paghi, e serve a una cosa sola: mandarti la conferma con il codice dell'ordine. Per il resto contiamo i volumi, cioè quanto si vende e quando. Chi ha comprato non entra in nessun conto.
Due telefoni nella stessa sala mostrano lo stesso numero.
Nello stesso momento paghi quello che paga chiunque altro. Non esiste un prezzo «tuo»: esiste il prezzo del locale in quell'istante, e lo vedono tutti uguale.
Al rialzo il locale non mette mano.
Il listino lo decide lui, come in qualsiasi bar, e lo vedi scritto accanto al prezzo. Ma sul mercato l'unico pulsante che ha fa scendere il prezzo, mai salire: il rialzo lo può produrre solo la domanda.

Il mercato è già aperto da qualche parte.